una politica sostenibile

Politica dell'alloggio attiva

Trovare un luogo in cui vivere a un prezzo sostenibile è sempre più difficile: per le e i giovani che vorrebbero rendersi indipendenti, per le famiglie soprattutto se numerose, per le persone anziane che vorrebbero mantenere la propria autonomia con soluzioni abitative più adeguate alle loro esigenze. Ciò è dovuto a un ente pubblico che continua a permettere la speculazione edilizia a favore di residenze secondarie e di un sovradimensionamento edilizio, senza rendersi attivo in una politica dell’alloggio seria e lungimirante. Come socia di una cooperativa di abitazione di utilità pubblica so che altre strade esistono e al di là del Gottardo vengono sostenute con successo: alloggi di qualità, a pigione calcolata sui costi e non sul profitto, con spazi comuni che creano vicinato ed edificazioni pensate anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Per favorire ciò però il pubblico non può limitarsi a osservare il mercato ma deve intervenire.

Una politica sostenibile necessità quindi di:

  • un ruolo attivo di Cantone e Comuni nella politica fondiaria: terreni concessi in diritto di superficie e sostegno a cooperative e committenti di utilità pubblica;
  • più alloggi a pigione accessibile, in particolare per giovani, famiglie e persone anziane;
  • una protezione reale degli inquilini e contrasto agli abusi nel settore locativo;
  • riqualifica e riuso del patrimonio costruito invece di nuovo consumo di territorio, con spazi di incontro e aggregazione, che favoriscano la mitigazione del cambiamento climatico.

Economia al servizio della collettività ed entro i limiti planetari

Un’economia sana non è quella che cresce più in fretta, ma quella che produce benessere diffuso senza consumare le basi vitali di chi verrà dopo di noi. In Ticino questo significa sostenere chi crea lavoro di qualità sul territorio e non insegue il ribasso: le piccole-medie imprese, l’artigianato, le realtà cooperative e dell’economia sociale. La prosperità veramente utile è quella che si misura in qualità di vita e non soltanto in cifre di crescita economica.

Una politica sostenibile necessità quindi di:

  • sostegno all’artigianato e all’economia locale, che creano lavoro di qualità e restano radicati sul territorio;
  • promozione dell’economia circolare, della riparazione e del riuso, anche attraverso gli acquisti pubblici;
  • valorizzazione delle cooperative, dell’economia sociale e solidale e delle forme di gestione democratica delle imprese;
  • settori essenziali, come energia, acqua, trasporti e sanità, governati dall’interesse collettivo e non dal profitto.

Giustizia ambientale, beni comuni e società resiliente

Acqua, suolo, boschi, aria e biodiversità sono beni comuni non appartengono a chi li sfrutta, ma a tutte e tutti, comprese le generazioni che verranno. Gli eventi estremi degli ultimi anni hanno mostrato quanto il territorio sia vulnerabile e quanto costi arrivare impreparati. La transizione ecologica va guidata dall’interesse collettivo, con investimenti pubblici e garanzie per chi lavora, senza scaricarne i costi su chi ha meno.

Una politica sostenibile necessità quindi di:

  • maggior tutela di acqua, suolo, boschi e biodiversità quali beni comuni da proteggere e non solo come risorse da consumare;
  • prevenzione e adattamento, grazie a territorio, infrastrutture e servizi preparati all’arrivo di eventi estremi sempre più frequenti;
  • più verde e più ombra nei centri abitati, contro le isole di calore e per la qualità dell’aria;
  • misure ambientali socialmente eque, con accompagnamento per famiglie, inquilini e piccole imprese.

Transizione energetica

Ogni franco speso in energia fossile importata esce dal Cantone e pesa sul potere d’acquisto delle economie domestiche. Accelerare la svolta energetica significa quindi indipendenza, posti di lavoro qualificati sul territorio e bollette più leggere, oltre che aria più pulita. Il Ticino ha sole e acqua in abbondanza e sarebbe imperdonabile non usarli meglio.

Una politica sostenibile necessità quindi di:

  • reti fotovoltaiche sui tetti e sulle superfici già costruite, con sostegni pubblici e soluzioni anche per chi non è proprietario;
  • un risanamento energetico degli edifici, senza che i costi finiscano sulle spalle degli inquilini;
  • sufficienza ed efficienza, perché l’energia più pulita ed economica resta quella che non consumiamo;
  • acqua ed energia idroelettrica quale patrimonio pubblico con concessioni gestite nell’interesse della popolazione.

Pianificazione del territorio e trasporto pubblico

La qualità di vita dipende anche dai minuti passati in coda e dalla temperatura delle aree pubbliche. Un territorio pianificato con cura e un trasporto pubblico capillare e accessibile riducono il caos viario, l’inquinamento e le spese delle famiglie e rendono i nostri centri più vivibili. È un lavoro che richiede visione a lungo termine e collaborazione reale tra Confederazione, Cantone e Comuni.

Una politica sostenibile necessità quindi di:

  • un trasporto pubblico capillare e finanziariamente accessibile, anche nelle valli e nelle fasce orarie marginali;
  • mobilità lenta sicura e continua, in particolare sui percorsi verso scuole, stazioni e centri di quartiere;
  • centri abitati vivibili, con spazi pubblici di qualità e meno traffico di transito;
  • una densificazione (sviluppo insediativo centripeto) di qualità e maggior tutela del suolo agricolo, delle aree verdi e del paesaggio.