{"id":853,"date":"2021-01-24T18:25:25","date_gmt":"2021-01-24T18:25:25","guid":{"rendered":"https:\/\/nancylunghi.ch\/?p=853"},"modified":"2021-02-06T23:08:32","modified_gmt":"2021-02-06T23:08:32","slug":"10-motivi-per-dire-no-al-divieto-di-dissimulare-il-proprio-viso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nancylunghi.ch\/index.php\/2021\/01\/24\/10-motivi-per-dire-no-al-divieto-di-dissimulare-il-proprio-viso\/","title":{"rendered":"10 MOTIVI PER DIRE NO AL DIVIETO DI DISSIMULARE IL PROPRIO VISO"},"content":{"rendered":"\n<h2>10 motivi per dire NO al divieto di dissimulare il proprio viso<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>NO a un\u2019iniziativa inutile, sproporzionata e controproducente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019iniziativa vuole inserire nella Costituzione un divieto della dissimulazione del viso. Un codice di abbigliamento che limita diverse libert\u00e0 fondamentali, senza che ci sia un vero interesse pubblico. Per i fini di sicurezza, identificazione e contro la coazione esistono gi\u00e0 delle leggi e dal punto di vista del velo integrale, un divieto non porterebbe a liberare le poche donne che lo indossano per obbligo, ma le punirebbe e isolerebbe ulteriormente. L\u2019iniziativa lede anche il principio dell\u2019ordinamento federalista, limitando l\u2019autonomia dei Cantoni, che generalmente dovrebbero avere piena competenza in ambito di sicurezza e religione.<\/p>\n\n\n\n<p>Una tale iniziativa \u00e8 inutile e sproporzionata, ma anche controproducente, perch\u00e9 alimenta i pregiudizi di parte della popolazione nei confronti delle persone di fede islamica e contribuisce cos\u00ec alla radicalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>NO a un&#8217;iniziativa contro la libert\u00e0 di credo e di coscienza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Svizzera, la libert\u00e0 di credo e di coscienza e quindi anche l&#8217;uso di alcuni capi di abbigliamento per motivi religiosi sono garantiti dall&#8217;art. 15 della Costituzione federale, dall&#8217;art. 9 della Convenzione europea dei diritti dell&#8217;uomo e dall&#8217;art. 18 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo diritto fondamentale pu\u00f2 essere limitato solo a determinate condizioni, stabilite dalla Costituzione (art. 36). Vale a dire, se esiste una base giuridica per la restrizione, se essa \u00e8 giustificata da un interesse pubblico o dalla tutela dei diritti fondamentali di terzi e se essa \u00e8 proporzionata. Nel caso dell&#8217;iniziativa, la condizione della base giuridica \u00e8 soddisfatta, ma non quella dell&#8217;interesse pubblico. In Svizzera il numero di donne che indossano il velo integrale non solo \u00e8 estremamente ridotto, ma non rappresenta nemmeno una minaccia per l&#8217;ordine pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche l&#8217;argomento della tutela dei diritti fondamentali di terzi, che la Francia ha fatto valere con successo dinanzi alla Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo con il pretesto del &#8220;vivere insieme&#8221;, \u00e8 inammissibile. Non \u00e8 convincente dal punto di vista giuridico ed estremamente pericoloso dal punto di vista dei diritti umani: chi ci dice che con lo stesso pretesto del \u201cvivere insieme\u201d o dell\u2019ordine pubblico non sia possibile vietare altre diversit\u00e0, come l\u2019omossessualit\u00e0 o il veganismo? Questa strumentalizzazione dei diritti umani, per cui la maggioranza potrebbe arbitrariamente limitare i diritti fondamentali delle minoranze, \u00e8 stata riconosciuta anche dal Comitato per i diritti umani dell&#8217;ONU, il quale ha visto nel divieto francese non solo un\u2019interferenza sproporzionata con la libert\u00e0 religiosa, ma anche una doppia discriminazione basata sul genere e sulla religione.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>NO a un&#8217;iniziativa contro la libert\u00e0 di opinione, di riunione ed economica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;iniziativa avrebbe anche un impatto negativo sull&#8217;attivismo politico e sui mezzi commerciali e pubblicitari. Lo dimostra il divieto di dissimulazione del viso del Canton Ticino, che corrisponde sostanzialmente alla formulazione dell&#8217;iniziativa popolare, e che non prevedendo alcuna eccezione per le manifestazioni politiche o per motivi commerciali\/pubblicitari \u00e8 stato dichiarato dal Tribunale federale incompatibile con la Costituzione federale, ossia con la libert\u00e0 di opinione e d\u2019informazione (art. 16), la libert\u00e0 di riunione (art. 22) e la libert\u00e0 economica (art. 27). La sentenza conferma anche ci\u00f2 che una relazione esplicativa del Dipartimento di Giustizia ha gi\u00e0 sollevato, ovvero che l&#8217;iniziativa rappresenta una minaccia alla proporzionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>NO a un&#8217;iniziativa contro l\u2019autodeterminazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una conquista della societ\u00e0 laica e liberale che lo Stato non imponga codici di abbigliamento e che permetta a uomini e donne di vestirsi come vogliono purch\u00e9 non sia dannoso per gli altri. Mettere un divieto di dissimulazione del viso nella nostra Costituzione significa rinunciare ai nostri valori liberali e in un certo senso ci mette allo stesso livello di regimi totalitari come l&#8217;Iran o l&#8217;Arabia Saudita, che dettano alle donne come vestirsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il divieto di dissimulare il viso non riguarda ci\u00f2 che si pensa personalmente del velo integrale, ma ci\u00f2 che lo Stato \u00e8 autorizzato a prescrivere per legge. L&#8217;invasione delle libert\u00e0 individuali e del diritto all&#8217;autodeterminazione delle donne da parte di un divieto statale riguardante l\u2019abbigliamento deve essere decisamente respinta. Perch\u00e9 anche noi vogliamo vestirci a nostro piacimento, senza vincoli religiosi, culturali, patriarcali e men che meno statali.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>NO a un&#8217;iniziativa contro l\u2019islam<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa iniziativa, come quella del 2009 contro i minareti, mette in cattiva luce tutte le persone di fede islamica, favorendo un clima d\u2019intolleranza e mettendo in pericolo la coesione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che l\u2019andamento dell\u2019islam in Svizzera \u00e8 esattamente il contrario di ci\u00f2 che minacciano gli iniziativisti: abbiamo una delle comunit\u00e0 musulmane meglio integrate d\u2019Europa; abbiamo persone musulmane molto rispettose della cittadinanza svizzera e che collaborano con lo stato per rafforzare l\u2019integrazione dei musulmani in Svizzera. Musulmano non \u00e8 un sinonimo di straniero: in Svizzera, oltre a persone straniere o di origine straniera, esistono anche persone indigene che si convertono all\u2019islam.<\/p>\n\n\n\n<p>Se vogliamo davvero evitare l\u2019insorgere di estremismi, occorre piuttosto dialogare con le autorit\u00e0\u0300 religiose musulmane locali per affrontare insieme i problemi. Bisogna dare forza alle voci islamiche moderate e (far) capire che il dialogo e la collaborazione sono importanti.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>NO alla strumentalizzazione delle donne<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli iniziativisti sostengono di opporsi al velo integrale in nome della parit\u00e0 di genere e contro l\u2019oppressione femminile. Ma non \u00e8 punendo una trentina di donne che portano il velo integrale in Svizzera (per lo pi\u00f9 turiste o residenti convertite che lo fanno per propria scelta) che si combatte l\u2019oppressione femminile, anzi. Da un lato si puniscono ulteriormente le donne vittime dell\u2019obbligo, dando loro una multa o costringendole in casa; dall\u2019altro si viola il diritto di opinione e all\u2019autodeterminazione delle donne che scelgono di portare il velo integrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Proibire il velo integrale non significa sostenere e difendere la libert\u00e0 delle donne, ma \u00e8 semplicemente un pretesto per accanirsi contro chi \u00e8 visto come diverso. Se vogliamo davvero una societ\u00e0 fondata sulla parit\u00e0 di genere, \u00e8 necessario promuovere e sostenere tutte quelle politiche di integrazione, di formazione e di lavoro che permettono veramente alle donne di raggiungere l\u2019indipendenza sociale ed economica \u2013 indipendentemente dal fatto che indossino veli integrali, minigonne o jeans.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>NO alla costrizione di coprire o scoprire il proprio corpo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Svizzera, costringere una persona a fare o indossare qualcosa contro la propria volont\u00e0, indipendentemente dal fatto se si tratti di un velo integrale o di una minigonna, \u00e8 una coazione ed \u00e8 gi\u00e0 punibile secondo l\u2019articolo 181 del Codice penale svizzero.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando le donne sono costrette a indossare il velo integrale, un divieto come quello richiesto dall\u2019iniziativa, non le aiuta, al contrario. La pratica dimostra infatti che queste donne non escono pi\u00f9 negli spazi pubblici e vengono cos\u00ec spinte ad isolarsi ancora di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 comunque sbagliato pensare che tutte le donne che si coprono il viso lo facciano sotto costrizione. Questo atteggiamento paternalistico cementa lo stereotipo della donna musulmana come un essere alienato e immaturo che deve essere liberato. Ci sono donne che indossano volontariamente il velo integrale perch\u00e9 per loro \u00e8 espressione della loro identit\u00e0 culturale o religiosa o perch\u00e9 vogliono distanziarsi dall&#8217;immagine sessualizzata delle donne nelle societ\u00e0 occidentali. Un divieto generale di dissimulazione del viso costituirebbe quindi un&#8217;invasione delle libert\u00e0 fondamentali di queste donne e non pu\u00f2 essere giustificato.<\/p>\n\n\n\n<p>La costrizione a coprire il corpo femminile \u00e8 l\u2019espressione di un sistema patriarcale. In tutte le culture patriarcali, comprese quelle cristiane, i corpi delle donne erano e sono soggetti al controllo maschile e spesso alla violenza da parte degli uomini. La sessualit\u00e0 delle donne era fortemente limitata da divieti e comandamenti, e alle donne veniva negato il diritto all&#8217;autodeterminazione sul proprio corpo. Ecco perch\u00e9 nella storia europea l&#8217;esposizione del corpo e la nudit\u00e0 sono stati anche simboli di emancipazione. Nella nostra societ\u00e0 odierna, per\u00f2, c&#8217;\u00e8 anche una verosimile costrizione a scoprire il corpo femminile, che viola la dignit\u00e0 della donna tanto quanto la costrizione a coprirsi. Ci viene spontaneo chiederci: Quanto sono realmente autodeterminate le donne occidentali quando si sottomettono \u2013 spesso inconsciamente \u2013 alle implacabili norme sociali e agli standard di bellezza che le mettono sotto pressione e le rendono sempre pi\u00f9 malate fisicamente e psicologicamente, limitando o addirittura danneggiando la loro integrit\u00e0 fisica? L\u2019emancipazione va quindi sostenuta anche in questo senso!<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>NO a una cultura del proibizionismo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pretendere che la comunicazione possa avvenire solo a viso scoperto \u00e8 un argomento ridicolo e presuntuoso. Sempre di pi\u00f9 ognuno di noi comunica per telefono, sms, e-mail, sui social, ecc. senza guardarsi in faccia. Per non parlare della recente esperienza sanitaria, in cui non sono di certo state le mascherine a impedire la convivenza, il rispetto e il dialogo. Ma anche il non voler partecipare all\u2019interazione sociale o semplicemente il voler mantenere la propria privacy in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 invadente dissimulando il proprio viso \u00e8 un nostro diritto e non \u00e8 questo a renderci meno \u201csvizzeri\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il divieto di dissimulare il proprio viso \u00e8 un passo nella direzione sbagliata: verso una cultura del proibizionism o. Una cultura che vuole semplicemente bandire ci\u00f2 che disturba, irrita o causa disagio. Questo segnala una grande diffidenza anche verso la nostra stessa popolazione, soprattutto verso coloro che pensano in modo diverso o si vestono in modo diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo sentirci offesi dal velo integrale, reputarlo inopportuno e antiestetico oppure giudicarlo come un&#8217;imposizione o una dichiarazione politica. Ma una societ\u00e0 aperta e pluralista come la nostra deve essere in grado di affrontare il fatto che esistono diverse forme di pensiero e di fede e che queste \u2013 se non nuocciono e non limitano le libert\u00e0 altrui \u2013 devono essere rispettate.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>NO alla diffusione della paura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attuale situazione giuridica in Svizzera regola gi\u00e0 le questioni della dissimulazione del viso legate alla sicurezza. La polizia ha infatti il diritto di chiedere in qualsiasi momento a qualsiasi persona di identificarsi, come sancito dalla legge cantonale sulla polizia. Inoltre, a svariati servizi (banca, posta, &#8230;) non si pu\u00f2 accedere senza scoprirsi il viso. Anche per la questione della dissimulazione del viso nello sport esiste un concordato a livello nazionale che risolve il problema (Concordato sulle misure contro la violenza in occasione di manifestazioni sportive).<\/p>\n\n\n\n<p>Gli iniziativisti collegano il velo integrale anche con il terrorismo internazionale, ma la realt\u00e0 \u00e8 che finora in Europa non \u00e8 stato compiuto un solo attacco terroristico da una donna che indossasse il velo integrale. Alle nostre latitudini, i terroristi, generalmente maschi, indossano abiti \u201coccidentali\u201d e non sono coperti in volto. Il terrorismo \u00e8 un problema da non sottovalutare ma anche in questo caso esistono gi\u00e0 delle normative mirate.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, \u00e8 molto improbabile che chiunque pianifichi una rapina, un attentato terroristico o una sommossa in occasione di un raduno politico o di un evento sportivo venga scoraggiato da un divieto generale di dissimulazione del viso.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esperienza francese, anche se ben lontana da quella Svizzera, dimostra che nonostante il divieto di dissimulazione del viso, il problema degli estremismi sia rimasto irrisolto. Mentre un\u2019esperienza ben pi\u00f9 simile alla realt\u00e0 Svizzera, ovvero quella ticinese, riconferma che quello sollevato dall\u2019iniziativa \u00e8 un non-problema: dal 2016 si contano infatti solo una sessantina di infrazioni (ca. 15 all\u2019anno), riguardanti per met\u00e0 hooligans e per met\u00e0 donne musulmane, soprattutto turiste. Cifre irrilevanti, soprattutto se comparate con quelle della violenza domestica, che nel 2019 in Svizzera ha raggiunto quasi 20&#8217;000 reati (il 6% in pi\u00f9 dell\u2019anno prima) di cui 29 erano omicidi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019argomento degli iniziativisti sulla sicurezza non serve ad altro che a diffondere paura. Ingigantiscono dei problemi, presunti o reali, ma per finire con la loro proposta fanno tutt\u2019altro che risolverli.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>NO alla politica simbolica, populista e xenofoba<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sia i minareti che il velo integrale fanno parte della politica simbolica, populista e xenofoba dei partiti conservatori di destra per attrarre voti. Questi simboli si prestano bene al collegamento con il terrorismo internazionale e l\u2019oppressione delle donne e possono facilmente mobilitare e trarre in inganno il \u201cpopolo\u201d, soprattutto se a strumentalizzarli ci sono partiti con molto denaro. La popolazione deve per\u00f2 rendersi conto che si tratta di una trappola elettorale pericolosa, che non porta alla risoluzione dei seri problemi che ci sono nella nostra societ\u00e0, ma che al contrario rischia di creare nuovi conflitti, oltre che a limitare i diritti e le libert\u00e0 fondamentali di tutte e tutti noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nancy Lunghi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>10 motivi per dire NO al divieto di dissimulare il proprio viso NO a un\u2019iniziativa inutile, sproporzionata e controproducente L\u2019iniziativa vuole inserire nella Costituzione un divieto della dissimulazione del viso. Un codice di abbigliamento che limita diverse libert\u00e0 fondamentali, senza che ci sia un vero interesse pubblico. 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