{"id":1506,"date":"2025-08-01T22:00:00","date_gmt":"2025-08-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/nancylunghi.ch\/?p=1506"},"modified":"2025-08-02T00:11:18","modified_gmt":"2025-08-02T00:11:18","slug":"una-svizzera-responsabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nancylunghi.ch\/index.php\/2025\/08\/01\/una-svizzera-responsabile\/","title":{"rendered":"UNA SVIZZERA RESPONSABILE"},"content":{"rendered":"\n<h2>Una Svizzera responsabile<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Allocuzione 1\u00b0 agosto 2025 a Caslano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Onorevole Sindaco, Onorevoli Municipali,<\/p>\n\n\n\n<p>Onorevoli Consigliere e Consiglieri comunali e autorit\u00e0 presenti,<\/p>\n\n\n\n<p>Care e cari abitanti di Caslano, caro pubblico,<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 per me davvero un grande onore e una grande emozione essere qui con voi oggi, in un altro spettacolare paradiso lacustre del nostro stupendo territorio, in occasione della nostra Festa Nazionale. E desidero innanzitutto ringraziare di cuore il Municipio di Caslano per l\u2019invito e per la fiducia che mi concede permettendomi di rivolgermi a voi in questo giorno cos\u00ec significativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno che ogni anno ci offre l\u2019occasione per riflettere non solo sulla nostra storia e le nostre tradizioni, ma anche su ci\u00f2 che la Svizzera rappresenta, su quello che ci ha resi un popolo coeso e resiliente, e sulla direzione che vogliamo prendere assieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo abituati a pensare al 1\u00b0 agosto come una festa di tradizione, di bandiere rosso-crociate appese, di fuochi che illuminano la notte e di discorsi come questo. Ma oggi io vorrei provare, con voi, ad andare un po\u2019 pi\u00f9 in profondit\u00e0, sperando di non rubarvi inutilmente un quarto d\u2019ora ma di lasciarvi degli spunti su cui riflettere e di accendere in voi quel fuoco sacro che ci rende cittadine e cittadini attivi.<\/p>\n\n\n\n<p>E mi permetto di farlo partendo da dove sono arrivata, ossia da Locarno, perch\u00e9 proprio quest\u2019anno ricorre il centenario del Patto di Locarno: una pagina di storia importante, anche se forse troppo poco conosciuta, ma profondamente legata all\u2019identit\u00e0 diplomatica della Svizzera. Era infatti il 1925, e proprio a Locarno, si tenne la Conferenza che port\u00f2 agli accordi che avevano l\u2019ambizione di garantire la pace e la stabilit\u00e0 in Europa dopo gli orrori della Prima guerra mondiale. Fu un momento di speranza: un tentativo concreto e condiviso di prevenire nuovi conflitti armati attraverso il dialogo e l\u2019impegno multilaterale \u2013 un nuovo importante capitolo della diplomazia internazionale che ebbe luogo proprio in Svizzera, paese da sempre particolarmente apprezzato per la sua neutralit\u00e0 e stabilit\u00e0 politica, come anche per i suoi valori costituzionali.<\/p>\n\n\n\n<p>E oggi, a distanza di cent\u2019anni, siamo di nuovo chiamati a chiederci: cosa abbiamo imparato da quel momento storico? Abbiamo fatto abbastanza per mantenere vivo quel patto ideale di pace? La risposta, purtroppo, \u00e8 no, non abbiamo fatto abbastanza. La guerra \u00e8 tornata in Europa, e si consuma in tanti altri angoli del mondo. La diplomazia, il dialogo arretrano, e al loro posto avanzano armi, muri, disumanizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Viviamo in un tempo in cui i diritti umani vengono calpestati con ferocia e sistematicit\u00e0, spesso nell\u2019indifferenza generale. Pensiamo in particolare alle sofferenze della popolazione palestinese, colpita da gravi atrocit\u00e0 e punizioni collettive inaccettabili, e troppo spesso giustificate o ancora peggio ignorate.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo siamo testimoni di un tempo in cui la parola \u201cpace\u201d rischia di diventare un\u2019illusione, se non siamo disposti a difenderla con coraggio, anche quando \u00e8 scomodo farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordandoci che quando popoli interi vengono bombardati, quando bambini muoiono sotto le macerie, quando la dignit\u00e0 umana viene calpestata giorno dopo giorno, sotto i nostri occhi, non parlare e restare indifferenti significa comunque rendersi complici e schierarsi dalla parte sbagliata della storia.<\/p>\n\n\n\n<p>E la Svizzera \u00e8 certamente conosciuta nel mondo per la sua neutralit\u00e0, che ci ha permesso di rimanere fuori dai grandi conflitti armati del secolo scorso. Ma questo concetto \u2013 oggi pi\u00f9 che mai \u2013 deve essere interpretato nel modo giusto. Perch\u00e9 la neutralit\u00e0 non pu\u00f2 e non deve essere un alibi per la passivit\u00e0 morale. Non pu\u00f2 significare girarsi dall\u2019altra parte quando vengono calpestati i diritti umani. Non pu\u00f2 significare rimanere equidistanti tra l\u2019aggressore e la vittima. Essere neutrali non pu\u00f2 significare chiudere gli occhi o restare muti tradendo i valori fondanti del nostro Paese: come la democrazia, la solidariet\u00e0, la libert\u00e0 e la giustizia. Diritti umani fondamentali di cui proprio il nostro paese ne \u00e8 la culla.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario, io credo che la Svizzera, proprio perch\u00e9 neutrale, proprio perch\u00e9 gode ancora di una certa credibilit\u00e0 a livello internazionale, debba farsi promotrice attiva di pace, di diritti, di mediazione, e soprattutto di verit\u00e0. Non possiamo far finta di non vedere. Perch\u00e9 la pace si costruisce solo se si ha il coraggio di nominare l\u2019ingiustizia.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora, cosa possiamo fare noi, come cittadine e cittadini svizzeri? Come possiamo contribuire, nel nostro piccolo, a un mondo pi\u00f9 giusto, pi\u00f9 equo, pi\u00f9 umano?<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta non \u00e8 semplice, ma io sono convinta che tutto parte dalla consapevolezza e che anche ognuna e ognuno di noi pu\u00f2 essere un seme di cambiamento, nel proprio piccolo, nella propria quotidianit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se non si \u00e8 capi di Stato o attivisti internazionali si pu\u00f2 fare la differenza. Perch\u00e9 ogni scelta quotidiana \u00e8 un atto politico: le nostre abitudini di consumo, il modo in cui parliamo degli altri, come si educano i propri figli, la nostra partecipazione alla vita della comunit\u00e0. Tutto conta. Ricordandoci che essere cittadine e cittadini non significa solo rivendicare diritti, ma anche assumerci doveri. E uno dei doveri pi\u00f9 urgenti oggi \u00e8 proprio quello di non voltarsi dall\u2019altra parte \u2013 anche se siamo in una societ\u00e0 che corre, anche se ognuna e ognuno di noi deve affrontare gi\u00e0 i suoi problemi quotidiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Non possiamo dimenticare che viviamo in un mondo profondamente interconnesso, dove le nostre comodit\u00e0 spesso si reggono su diseguaglianze sistemiche, dove il nostro benessere pu\u00f2 avere un prezzo altissimo per qualcun altro. Oggi pi\u00f9 che mai siamo quindi chiamati a chiederci: a cosa siamo disposti a rinunciare per il bene collettivo? Siamo pronti a mettere in discussione alcuni privilegi, se questo significa pi\u00f9 giustizia? Pi\u00f9 pace?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 qui che entra in gioco il concetto di solidariet\u00e0, che fa parte del DNA della Svizzera. Pensiamo alla nostra storia di cooperazione e di accoglienza, ai nostri 26 Cantoni eterogenei, alle nostre 4 lingue nazionali, alla forza multiculturale che rende la Svizzera un paese invidiabile per la sua qualit\u00e0 di vita. Valori questi che non possiamo permettere che si indeboliscano. Ma al contrario: dobbiamo rilanciarli con forza.<\/p>\n\n\n\n<p>Come giovane donna in politica, non vi nascondo che spesso mi scontro con sentimenti di frustrazione, di impotenza. Ma ogni volta mi ripeto: il cambiamento non cade dall\u2019alto. Comincia dal basso. Comincia da noi.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora vi chiedo: quale sar\u00e0 il nostro contributo? Come vogliamo essere ricordati tra altri cento anni?<\/p>\n\n\n\n<p>Personalmente sogno e mi batto per una Svizzera che non abbia paura di prendere posizione quando conta. Una Svizzera che non si nasconda dietro ai formalismi, ma che sappia parlare con voce chiara. Una Svizzera che non costruisce muri, ma ponti. Una Svizzera che, proprio nel suo piccolo, mostra al mondo che un altro modo di convivere \u00e8 possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>E so che questa Svizzera esiste gi\u00e0. \u00c8 nei volti delle persone che si impegnano ogni giorno nel volontariato e nelle associazioni. \u00c8 nei docenti che educano al rispetto. \u00c8 nei giovani che chiedono coerenza climatica e pi\u00f9 spazi per esprimersi. \u00c8 nelle cittadine e nei cittadini che difendono chi non ha voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, 1\u00b0 agosto, proviamo a celebrare la Svizzera non solo come nazione, ma come visione. Una visione di comunit\u00e0, di rispetto, di convivenza pacifica, in un mondo dove l\u2019ingiustizia di uno \u00e8 la ferita di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo da Caslano per ricordarci che le comunit\u00e0 locali e le persone che le vivono sono il cuore pulsante della democrazia. Ed \u00e8 da qui, dai piccoli gesti quotidiani, che si costruisce una nazione forte, giusta e viva e responsabile anche internazionalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Concludo quindi augurandovi che questo 1\u00b0 agosto sia per tutte e tutti noi non solo una festa, ma un impegno.<br>Un impegno a non rimanere in silenzio.<br>Un impegno a prenderci cura l\u2019uno dell\u2019altra e del nostro pianeta.<br>Un impegno a essere protagonisti della pace, non spettatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Buona Festa Nazionale a tutte e tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>E grazie, ancora, Caslano, per avermi accolta con calore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una Svizzera responsabile Allocuzione 1\u00b0 agosto 2025 a Caslano Onorevole Sindaco, Onorevoli Municipali, Onorevoli Consigliere e Consiglieri comunali e autorit\u00e0 presenti, Care e cari abitanti di Caslano, caro pubblico, \u00c8 per me davvero un grande onore e una grande emozione essere qui con voi oggi, in un altro spettacolare paradiso lacustre del nostro stupendo territorio, &#8230; <a title=\"UNA SVIZZERA RESPONSABILE\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/nancylunghi.ch\/index.php\/2025\/08\/01\/una-svizzera-responsabile\/\">Read more<span class=\"screen-reader-text\">UNA SVIZZERA RESPONSABILE<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1507,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"categories":[1],"tags":[53],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nancylunghi.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1506"}],"collection":[{"href":"https:\/\/nancylunghi.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nancylunghi.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nancylunghi.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nancylunghi.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1506"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nancylunghi.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1506\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1508,"href":"https:\/\/nancylunghi.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1506\/revisions\/1508"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nancylunghi.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1507"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nancylunghi.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nancylunghi.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nancylunghi.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}